Per anni la piastra è stata la prima cosa accesa al mattino, prima ancora della macchinetta del caffè.

Poi può arrivare un momento, magari intorno ai quarant'anni, in cui il tempo per stirare ciocca per ciocca sembra sprecato e allo specchio compare una domanda: e se li lasciassi come sono? Chi ci prova può scoprire che i ricci naturali non sono quelli dei vent'anni. In questo articolo vediamo che cosa dice la ricerca sui capelli che invecchiano, quali tagli corti assecondano il riccio e quale routine indicano le fonti.

Come cambiano i ricci con gli anni

Un cambiamento misurato è la perdita di lucentezza. Un gruppo di ricercatori giapponesi guidato da Shinobu Nagase ha studiato i capelli di 230 donne giapponesi fra i 10 e i 70 anni e ha pubblicato i risultati sul Journal of Cosmetic Science nel 2009. La lucentezza cala con l'età, e secondo lo studio uno dei motivi è un aumento irregolare della curvatura delle singole fibre, osservato anche con analisi di diffrazione a raggi X della struttura interna del capello. Tradotto: con gli anni le fibre si piegano in modo meno regolare, si allineano peggio fra loro e la chioma appare meno lucida.

Lo studio ha un perimetro preciso: donne giapponesi, e una misura di lucentezza e di struttura della fibra. Non dice come cambierà la forma del riccio su una testa in particolare, e non va letto come una previsione.

Per qualunque dubbio che riguardi la salute del cuoio capelluto, o una caduta che sembra insolita, la figura di riferimento è il dermatologo. Per quello che interessa qui basta una conclusione pratica: se la chioma è cambiata, il taglio e i gesti che funzionavano dieci anni fa vanno rivisti.

I tagli corti che funzionano sui ricci

Il ragionamento dietro i tagli corti sui ricci riguarda il peso. Con lunghezze importanti la parte vicina alla radice può restare piatta mentre il volume si accumula in basso, con il cosiddetto effetto triangolo. Accorciare toglie peso alla ciocca.

C'è anche un motivo più prosaico per accorciare. Se dopo anni di piastra le lunghezze si arricciano solo a metà mentre dalla radice cresce un riccio pieno, tagliare via la parte stirata evita di portare a lungo due consistenze diverse sulla stessa ciocca.

Il caschetto riccio è il più versatile. Tra il mento e la base del collo, scalato leggermente all'interno, lascia che i ricci si appoggino uno sull'altro senza gonfiarsi solo ai lati. È un buon punto di partenza per chi non ha mai portato i capelli corti e vuole capire come reagisce il proprio riccio senza peso.

Il pixie riccio si presta ai ricci stretti e ai lineamenti decisi. Lati e nuca corti, lunghezza concentrata in cima: in pratica si lavora sul volume sopra la testa. Serve coraggio al primo taglio, e dopo ci sono meno lunghezze da gestire.

Le scalature, compresi i tagli molto sfilati come il wolf cut, danno movimento a chi ha onde larghe o ricci morbidi che tendono ad appiattirsi. Su un riccio molto fitto, invece, troppi strati rischiano di creare ciocche che vanno ognuna per conto proprio.

Un'indicazione tecnica da portare dal parrucchiere: alcune tecniche prevedono il taglio a secco, ciocca per ciocca, per vedere il riccio nella forma in cui verrà portato, invece che bagnato e tirato. Conviene chiedere prima quale metodo verrà usato.

La routine essenziale

Secondo l'American Academy of Dermatology, in una nota del 30 giugno 2022 con le indicazioni della dermatologa Temitayo Ogunleye, i capelli spessi e ricci sono più soggetti a rottura e secchezza rispetto ad altri tipi di capello.

Da qui discendono quasi tutte le regole della routine.

Detersione

La stessa nota indica uno shampoo idratante formulato per capelli ricci, preceduto da uno shampoo purificante per chi usa prodotti per lo styling, e raccomanda di lavare i capelli almeno ogni due o tre settimane per la salute di cute e capelli. Un modo per non stressare le lunghezze è concentrare lo shampoo sulla cute, massaggiando con i polpastrelli, e lasciare che la schiuma scenda durante il risciacquo, senza strofinare le lunghezze tra le mani.

Idratazione

Dopo il lavaggio l'American Academy of Dermatology indica un balsamo corposo su tutta la chioma, non solo sulle punte, e poi un olio o un balsamo senza risciacquo. Per districare suggerisce di bagnare bene i capelli, applicare il balsamo senza risciacquo e procedere con le dita o con un pettine a denti larghi.

Tra le guide in italiano pensate per questa fascia d'età, le indicazioni di ArtiziaStyle, blog di una consulente d'immagine che si occupa anche di capelli, mettono in fila una routine con shampoo e balsami senza solfati e parabeni, una maschera idratante una o due volte alla settimana, un balsamo senza risciacquo sul capello umido prima dello styling e il diffusore a temperatura media.

Suggeriscono anche di tornare dal parrucchiere ogni sei, otto settimane per rifinire il taglio corto, possibilmente lavorato sui capelli asciutti.

Styling

Nella sequenza descritta dalla stessa guida, dopo il balsamo senza risciacquo si applica una crema modellante o una mousse, poi si "strizzano" i capelli dal basso verso l'alto con le mani, un gesto che in gergo si chiama scrunching. L'acqua in eccesso si può togliere tamponando con una maglietta di cotone o un asciugamano in microfibra, invece di strofinare.

Per asciugare ci sono due strade. L'aria libera, se c'è tempo. Oppure il diffusore, a temperatura media e velocità bassa, tenendo i capelli appoggiati nella coppa senza muoverli troppo.

Di notte l'American Academy of Dermatology suggerisce di raccogliere i capelli in una coda morbida in cima alla testa, o in una treccia lenta, e di usare cuffie o federe di seta o raso per ridurre lo sfregamento. Al mattino si può vaporizzare un po' d'acqua sulle ciocche schiacciate.

Il taglio in base alla forma del viso

Il corto mette il viso in primo piano, quindi la forma conta più che con i capelli lunghi.

Su un viso ovale si può provare quasi tutto, compreso il pixie. Un viso tondo sta meglio con volume in alto e lati più aderenti, perché i ricci larghi all'altezza delle guance lo allargano ancora. Chi ha un viso lungo guadagna da un caschetto con i ricci concentrati ai lati, all'altezza degli zigomi o della mandibola, e magari una frangia riccia che accorcia la fronte.

I visi squadrati si ammorbidiscono con ricci che arrivano poco sotto la mandibola e ne coprono gli angoli. Sul viso a cuore, con fronte ampia e mento sottile, il volume va spostato verso il basso: un caschetto che si apre all'altezza del mento riequilibra le proporzioni.

Prima di tagliare, un controllo semplice si può fare a casa: raccogliere tutti i capelli indietro, guardarsi allo specchio frontalmente e annotare quale sia la parte più larga del viso, se la fronte, gli zigomi o la mandibola. Il volume del taglio andrà sistemato lontano da quel punto, e conviene riferirlo al parrucchiere prima che prenda in mano le forbici.